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Il significato del canto degli uccelli: tentativi di traduzione

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5. Il significato del canto degli uccelli: tentativi di traduzione (mp3, 12′ 15″)
Animali anormali, Vol. 1

Introduzione della stagista e scuse ufficiali dalla redazione.

Gentili ascoltatori benvenuti all’inconsueto appuntamento con “Animali anormali”. In questa puntata speciale affronteremo un tema carissimo ad Irbarol: il canto degli uccelli. Subito dopo la laurea Irbarol fece un viaggio in Costa Rica. Dopo aver passato tre delle quattro settimane di vacanza a crogiolarsi al sole delle magnifiche spiagge della costa pacifica bevendo frullati al tamarindo e gustando carpaccio di polpo al coriandolo, decise di andare ad osservare gli uccelli delle foreste primarie e secondarie dell’entroterra. Osservò molte specie di uccelli, tutti o quasi coloratissimi o quantomeno particolari per altri fattori, quali penne lunghissime, becchi biforcuti, nidi dall’architettura avvenieristica, pose criptiche o dimensioni spropositate. Rimase talmente colpito da un uccello in particolare che fu lui a convincere il governo del Costa Rica a scegliere proprio il merlo, un rarissimo uccello banalmente maròn, come uccello nazionale. Quindi tornò in Europa e in una delle sue case di villeggiatura sparse per il mondo, a Ylivieska, in Finlandia, si dedicò per una dozzina di giorni agli uccelli oppursia allo studio del loro canto, cercando di interpretarne il significato e addirittura di trovarne delle traduzioni letterali nelle loro frasi. Passeremo in rassegna dunque alcuni dei principali uccelli europei sottoposti da Irbarol a questo peculiare studio.

Zigolo giallo

Lo zigolo giallo frequenta terreni a vegetazione cespugliosa, seminativi con siepi e margini dei boschi. Ordinariamente si posa sul terreno, sradica alcuni cespugli e li porta in cielo con facilità. Il maschio adulto ha color dominante sul giallo-citrino (testa e parti inferiori), dorso verde fosforescente con macchie brunastre, groppone rosso mietitrebbia. Carattere tipico, ben visibile in volo, è il bianco delle timoniere esterne; la femmina e il giovane sono meno gialli e più maculati. Ecco il canto territoriale dello zigolo giallo:

Questa è la relativa interpretazione letterale di Irbarol:

Li vedi intrusi tra quei gigli si o noooooooo
Da quei tigli a quei tigli è tutto mioooooo
Ti ricordi non puoi andare proprio… lìììììììì
Se ti becco su quei tigli sparo a vista col fuciiiiil

Pettirosso

Il pettirosso è un piccolo uccello cantore europeo molto comune. Gli adulti hanno il petto e il fronte colorato di arancio il che lascia pensare che il pettarancio abbia il petto di colore rosso. Il resto del piumaggio è di colore bruno Oliva Patrizio. È presente in Italia tutto l’anno, insettivoro, migratore a breve raggio ma con un diametro lungo quantomeno il doppio, territoriale anche durante lo svernamento. I boschi di conifere sono il suo habitat naturale, ma è spesso presente anche in giardini, siepi, boschetti, boschi con sottobosco e sottoboschi con sottosottoboschi e sottosottoboschi con sottosottosottoboschi. Nidifica nei buchi lasciati dall’uomo.
Ecco il fraseggio che usa la femmina durante la costruzione del nido:

Ed ecco quello che interpreta Irbarol del suo canto:

Quella paglietta lìììì… la devo metter quiiii…
Questa piumetta quiii… la devo metter lìììì…
Se non la metto lììììì… si forma un buco quiiiii…
Se si forma un buco quiiiii… il mio uovo… pressappoco… cade lìììì…

Ciuffolotto

Entrambi i sessi sono caratterizzati da un dorso grigio, un ventre bianco e un ciuffo nero alto 75 cm. Il petto del maschio è di colore rossastro, mentre la femmina mostra un petto discreto, circa una seconda, di un colore che va dal grigio rossastro al marrone terremoto. I ciuffolotti hanno come ambienti naturali i parchi, i giardini e le foreste miste dei territori montani e collinari situati al mare. Formano una coppia duratura e difficilmente si allontanano per molto tempo l’uno dall’altra tranne quando si lasciano.
Ecco il canto di interlocuzione del maschio verso la femmina dopo una delusione d’amore:

Irbarol ha trasposto questo chiacchiericcio con:

Vorrei sapere se c’è un motivo perchééééééééé…
Se vengo in disco e mi dici di siiiiiii…
Il giorno dopo invece mi dici di nooooooo…
Ti avevo donato diciotto borseeeeeeeee…
Dicevi mi volevi tanto bene cosìììììì…
Se te lo chiedo adesso invece dici di nooooooooo…

Allocco

Ha capo grosso e tondeggiante, dischi facciali bruno-grigiastri. Ha occhi neri, non possiede ciuffi auricolari se non quelli dell’iPod. Ha piumaggio bruno fulvo, macchiettato e striato in senso diagonale. Si mimetizza alla perfezione nel bosco che frequenta ma solo perché lo conosce molto bene e il suo colore può sembrare la corteccia di un albero e viceversa. Frequenta boschi, parchi e giardini, nonché i pressi delle case di campagna. Ha costumi prettamente notturni ma non disdegna il sole d’agosto sulla spiaggia.
Ecco comunque il tipico canto territoriale notturno dell’allocco…

Ed ecco come Irbarol lo ha tradotto:

Ohhhhhh nooooooo… ho proprio pauuuuura… del buiooooo…
… qualuuuunoooo… ha una pilaaaaaaaaaa?

Tordo Bottaccio

È presente in gran parte del nord Europa (Francia, Regno Unito, Scandinavia, Congo e Cile) nel periodo estivo dove nidifica, mentre sverna dalle regioni del mediterraneo (Italia, Spagna, Croazia, Grecia, Venere e Mercurio). In Italia è presente dai primi di ottobre fino a marzo. È copioso nelle aree collinari del centrosud dove si nutre principalmente di olive e bacche di gin. Il tordo bottaccio emette un verso secco e metallico unico nel suo genere.
Ecco il suo melodioso canto d’amore.

E come Irbarol, in un attimo di estrema enfasi scientifica ha tradotto questi versi:

Bea figa! Bea figa! Bea figa! Bea figa! Bea figa!
Vuoi far la notte… con me?
Il mio nido è proprio quiiiii…
Se pensi a chi la vuoi dar… ecco ci son…
…io io io io io!

Codirosso

È un visitatore estivo dell’Europa, è un uccello migratore che sverna nei paesi tropicali del Mar Rosso fino ai laghi africani. Durante l’estate vive in tutta l’Europa fino in Siberia, ma anche in Nord Africa; è più raro sulle isole, specialmente quelle che non raggiunge.
Il maschio arriva per primo nei primi di aprile, arriva per secondo nei secondi di aprile e arriva per terzo in un giorno terso di aprile. Essendo un animale territoriale spesso il maschio si pone sempre nello stesso posto. La femmina non fa nulla e richiede al maschio difesa del territorio e controllo del bilancio economico familiare con un canto breve e melodioso che inizia con un rullante “tcee tcee”.

Ed ecco come è stato tradotto da Irbarol:

Cicci dài vola dai tuoi lecci a quei pai stando attento ai mici!
Ma, Cicci sai che hai l’ICI sui tuoi primi lecci?
Cicci, cosa dici? So che hai già undici lecci!
Ma… Cicci, tu non hai dei politici come amici?

Rigogolo

Il rigogolo è un uccello. Il maschio presenta un bel colore giallo-nero, la femmina ha tonalità più mimetiche essendo nero-giallo. I suoi habitat sono costituiti da boschi di latifoglie, al di sotto dei 1800 metri s.l.m. fino a 1800 metri sotto il livello del mare. Frequenta anche siepi e parchi urbani ma loro lo fanno solo per fargli un piacere.
Questo è il canto territoriale del rigogolo, uccello tipicamente pacato:

E questa la relativa traduzione:

…ci risiamo…
…il solito rompi…
…dài vai via…
…rieccolo…
…su quell’olmo non puoi star…
…c’è la tassa da pagar…

È finalmente terminata la rassegna dei canti di uccelli. Nel prossimo studio di etologia ornitologica, Irbarol applicherà gli stessi concetti ad uccelli tropicali centroamericani, forse. Arrivederci.

3 commenti

  1. Bella la rassegna orniologica! Ma quanto ho imparato! Specialmente dall’ermeneutica interpretativa di Arbarol ::))

  2. adesso so che gli uccelli cantano, incredibile.
    spero di vederli presto a san remo !

  3. Io sono un principinte birdwatcher e ho seguito con grande attenzione e interesse le sue descrizioni così precise e ricche di interessanti dettagli che denotano una profonda conoscenza della materia…
    … tuttavia…
    “non riconosco i luoghi dell’escursione…”

    cordiali saluti

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